Sciolta in acqua, non si sente e non si vede. La ricina potrebbe esser stata somministrata così ad Antonella Di Ielsi, 50 anni e a sua figlia Sara Di Vita, 15 anni. È un’ipotesi alla quale stanno lavorando gli inquirenti che indagano sul giallo di Pietracatella e che nei prossimi giorni torneranno nella casa dei Di Vita per un nuovo sopralluogo. Oltre all’analisi dei vetrini raccolti durante l’autopsia, ci saranno anche nuovi esami, forse, sugli avanzi dei pasti sequestrati dalla polizia scientifica: ecco perché la procuratrice di Larino, che ha aperto il fascicolo per duplice omicidio ancora contro ignoti e il capo della squadra mobile di Campobasso, sono andati al centro antiveleni di Pavia che ha individuato la ricina nel sangue delle vittime.
Mamma e figlia avvelenate, la ricina forse sciolta nell'acqua
Scritto mercoledì 29 aprile 2026

